Lunga vita al capitalismo
Sempre la solita storia. Arriva la crisi finanziaria - preoccupante, per carità - e molti commentatori intonano felici il de profundis al capitalismo. Non migliore sorte tocca al liberalismo, wanted dead or alive - per dirla all'americana - ricercato vivo o morto (meglio morto, per i soloni dell'anti-capitalismo). Dispiace che anche un giornalista da me apprezzato come Pigi Battista si lanci in previsioni così funeste per l'economia di mercato: "Il liberismo sepolto e le perle di Maggie", si legge nel titolo della sua rubrica sul Corriere della Sera del 22 settembre scorso, mentre nel sommario si azzarda: "L'ideologia di Reagan e della Thatcher? Spazzata via dalla crisi". Mah, un po' di cautela non guasterebbe. Intanto l'Espresso coglie la palla al balzo per invocare "Liberiamoci dal liberismo". Certo, bisognerebbe partire con il contestare la distinzione tra liberalismo (politico) e liberismo (economico), una distinzione che non esiste in nessuna parte del mondo se non in Italia, eredità del pensiero liberale (si fa per dire) di Benedetto Croce. Ma lasciamo perdere. Per evitare di dare questi giudizi drastici sul legame tra "liberismo" e crisi finanziaria si dovrebbe cominciare a dire che la deregulation delle banche americane nel '99 è stata avallata dal presidente (democratico) Bill Clinton (Massimo Gaggi, "Barack e Bill, scontro sulle banche", Corriere della Sera del 3 ottobre). Poi sarebbe necessario aggiungere che l'attuale presidente (repubblicano) George W. Bush in campo economico non sta facendo una politica liberista, al contrario, come sostiene Christian Rocca sul Foglio del 30 agosto, "Bush non è mai stato un liberista duro e puro, è Franklin Delano Bush". Ma per i nostri saputelli commentatori anti-mercato queste distinzioni sono troppo complicate. Meglio credere nella vecchia dicotomia destra liberista contro sinistra statalista. Non è sempre così. E i fatti lo dimostrano. Peccato che spesso i commenti non si basino sui fatti, ma sui pregiudizi. Meno male che poi, sul Sole 24 Ore di oggi, in prima pagina, a deludere gli anti-capitalisti in servizio permanente effettivo ci pensi uno che liberista non è, Giuliano Amato. Nel suo editoriale domenicale, l'ex premier taglia la testa al toro (anti-liberale): "Il capitalismo ha (ancora) i secoli contati". Basta il titolo per farmi tirare un sospiro di sollievo. Alla faccia dei gufi che vedono il capitalismo come il fumo negli occhi.

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