lunedì, dicembre 25, 2006

Che sorpresa, Evola alla "Feltrinelli"

Giro per la libreria Feltrinelli in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano. Mi soffermo nel solito settore: libri di politica, storia, filosofia. Nei ripiani che catalogano i filosofi in ordine alfabetico, arrivo alla “E”. Copertine gialle, edizioni Mediterranee, ed ecco spuntare – sorpresa - alcune opere di Julius Evola, il barone nero del neofascismo, autore proibito, almeno al di fuori degli ambienti della destra radicale. Spicca sugli scaffali il suo libro forse più importante: “Rivolta contro il mondo moderno”. Evola alla “Feltrinelli”, fondata dal rivoluzionario comunista Giangiacomo “Osvaldo” Feltrinelli, morto su un traliccio elettrico mentre piazzava un esplosivo. I tempi cambiano, verrebbe da dire. Forse migliorano. Sì, perché Evola merita di stare in qualunque libreria, non solo in quelle "di destra". Intendiamoci: la filosofia di Evola ha molti aspetti discutibili, il suo razzismo, definito spirituale, lascia perplessi e inquieta un po’. Ma è un altro punto di vista. Radicalmente diverso. Evola guarda il “mondo moderno” con gli occhi di un tradizionalista pre-Rivoluzione industriale e pre-Rivoluzione francese. La sua analisi è interessante proprio perché guarda al nostro mondo da una prospettiva opposta a quella da cui osservano la maggior parte degli intellettuali moderni. Evola è il filosofo della Tradizione, in un mondo moderno che la tradizione vede con sospetto e cerca di superare in ogni modo. Questa è la forza e nello stesso tempo il limite del Barone nero: rimanere saldo sui bastioni della Tradizione in un mondo che non la riconosce più. Filosofo impolitico, ma da conoscere. Brava la “Feltrinelli”, dunque, a far cadere il tabù Evola.

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Plaudo a questo post e alla libertà e onestà intellettuale del suo Autore.

10:07 PM  

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