sabato, dicembre 30, 2006

Cameron con svista

Sotto il ciuffo, niente. Ogni volta che guardo David Cameron, leader dei Tory inglesi e probabile - secondo i sondaggi - nuovo premier britannico, mi viene in mente sempre la stessa cosa. Un vuoto politico spinto, nascosto da un'immagine - così dicono i tabloid inglesi - "accattivante". Mah. Per quanto mi riguarda la politica dovrebbe essere sostanza, non solo immagine. Cameron, invece, punta tutto sulla seconda. Per mesi si è fatto fotografare in sella a una bici, tuta e caschetto in testa. Per dimostrare che i nuovi conservatori inglesi sono sensibili alle tematiche ambientali. Poi c'è stata la trovata estiva, forse un colpo di sole: obbligare i deputati tory a passare qualche ora tra malati e senzatetto. Per dimostrare che il nuovo corso conservatore si fa carico dei meno fortunati e che il partito, rispetto al passato, è "più umano e socialmente impegnato". Per carità, nulla di male, se non che un'iniziativa del genere - i politici "una tantum" tra i barboni - puzza lontano un chilometro di demagogia e populismo. L'ultima trovata dei "new tories"? La classifica dei 12 eroi conservatori. Un elenco dal quale sono stati esclusi i due giganti del XX Secolo: Winston Churchill e Margaret Thatcher. Incredibile ma vero. Ormai il messaggio è chiarissimo: a Cameron non piace proprio fare il conservatore, tanto che fa di tutto per apparire diverso. Lo stile vorrebbe essere quello che Blair ha adottato a partire dal 1994 sul fronte laburista: mutar volto al partito senza dimenticarsi delle radici. Di questo passo, però, Cameron rischia di rinnegare le radici portando solo innovazioni di facciata ai conservatori d'Oltremanica. Insomma, sotto il ciuffo, niente.

lunedì, dicembre 25, 2006

Che sorpresa, Evola alla "Feltrinelli"

Giro per la libreria Feltrinelli in Galleria Vittorio Emanuele, a Milano. Mi soffermo nel solito settore: libri di politica, storia, filosofia. Nei ripiani che catalogano i filosofi in ordine alfabetico, arrivo alla “E”. Copertine gialle, edizioni Mediterranee, ed ecco spuntare – sorpresa - alcune opere di Julius Evola, il barone nero del neofascismo, autore proibito, almeno al di fuori degli ambienti della destra radicale. Spicca sugli scaffali il suo libro forse più importante: “Rivolta contro il mondo moderno”. Evola alla “Feltrinelli”, fondata dal rivoluzionario comunista Giangiacomo “Osvaldo” Feltrinelli, morto su un traliccio elettrico mentre piazzava un esplosivo. I tempi cambiano, verrebbe da dire. Forse migliorano. Sì, perché Evola merita di stare in qualunque libreria, non solo in quelle "di destra". Intendiamoci: la filosofia di Evola ha molti aspetti discutibili, il suo razzismo, definito spirituale, lascia perplessi e inquieta un po’. Ma è un altro punto di vista. Radicalmente diverso. Evola guarda il “mondo moderno” con gli occhi di un tradizionalista pre-Rivoluzione industriale e pre-Rivoluzione francese. La sua analisi è interessante proprio perché guarda al nostro mondo da una prospettiva opposta a quella da cui osservano la maggior parte degli intellettuali moderni. Evola è il filosofo della Tradizione, in un mondo moderno che la tradizione vede con sospetto e cerca di superare in ogni modo. Questa è la forza e nello stesso tempo il limite del Barone nero: rimanere saldo sui bastioni della Tradizione in un mondo che non la riconosce più. Filosofo impolitico, ma da conoscere. Brava la “Feltrinelli”, dunque, a far cadere il tabù Evola.

martedì, dicembre 12, 2006

Ribelli per la libertà

Ormai sono passati alcuni giorni. Ma gli studenti che a Teheran hanno contestato il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad non vanno dimenticati. Chi in Occidente ama ancora la democrazia liberale deve ricordarsi di quei ragazzi che hanno gridato “Via la dittatura, a morte Ahmadinejad, viva la libertà” rivolti al novello Hitler che li governa. La causa della libertà passa per la vita di quei giovani, marchiati con le stelle per essere meglio individuati e isolati. C’è chi si ribella al dispotismo e al fanatismo. Non lasciamo soli questi coraggiosi ribelli per la libertà.