martedì, novembre 14, 2006

Quella puzza di "appeasement"

Lasciare l’Iraq? Aumentare le truppe? Cercare un accordo “politico” con Iran e Siria? Per uscire dal pantano iracheno George W. Bush sembra pronto a tutto, o quasi. A dar retta alle indiscrezioni degli ultimi giorni, quelle che riferiscono del lavoro dell’“Iraq Study Group” guidato dai realisti James Baker (ex sottosegretario di Stato di Bush padre) e Lee Hamilton, gli Stati Uniti potrebbero imboccare la via dell’appeasement, in altre parole dell’accordo con Iran e Siria, gli Stati che molto stanno facendo per scatenare una guerra civile in Iraq. Insomma, basta con l’idea di esportare la democrazia in Medio Oriente, sì a una stabilità sottoposta ai ricatti dei dittatori di Teheran e Damasco. Beh, se questa è la via per uscire dal pantano iracheno, altri giorni tristi attendono gli iracheni e le popolazioni mediorientali. Trattare con il fanatico Ahmadinejad, novello Hitler del Terzo Millennio, è un suicidio politico. Con chi minaccia di “cancellare dalla carta geografica” Israele, nessun accordo può essere possibile. Con chi vuole dotarsi delle armi nucleari per realizzare il fine di cui sopra, tanto meno. Non credo che Bush commetterà questo errore. L’unica via contro i nazisti-islamici è quella di rimanere saldi ai propri principi occidentali e democratici. Altro che appeasement. Il Churchill del 1938 – quello che si oppose allo sciagurato patto di Monaco tra nazisti e fascisti da una parte e inglesi e francesi dall’altra – insegna. Intendiamoci, però: che la strategia americana in Iraq debba cambiare, è un fatto acclarato. I neocon Kagan e Kristol propongono di aumentare le truppe americane di altre 50 mila unità, per cercare di stroncare gli attentati terroristici a Bagdad. Ma forse è troppo tardi. Ritirare le truppe, d’altra parte, sarebbe come dichiarare il fallimento della guerra in Iraq e lasciare campo libero ad Al Quaida e ai nostalgici seguaci di Saddam Hussein. Impensabile. Non c’è che dire, Bush si è cacciato in un bel cul de sac. Urge una soluzione. Non un compromesso con i nazisti-islamici. Il sogno di una democrazia in Iraq non può morire così.