Non lapidate l'adultera
Arabia Saudita. A nord della capitale Riad, nella provincia di Hail. Qui vive una donna di 39 anni. Ha quattro figli. Tre avuti nei dodici anni di matrimonio con un anziano saudita, morto sei anni fa. La quarta figlia, che oggi ha tre anni, è stata concepita quando la donna era già vedova. Per i giudici islamici sauditi quella figlia è illegittima e la madre è un’adultera che merita la morte per lapidazione. Lei, la vedova 39enne, accetta la sentenza. Dichiara di non voler nemmeno ricorrere in appello. “Desidero purificare la mia anima e conquistare il paradiso, accetto la condanna”, spiega in un articolo del quotidiano saudita Al Watan (La Patria) nel quale è raccontata la sua storia. Questo accade in Arabia Saudita, a nord della capitale Riad, nella provincia di Hail. Oggi, non un secolo fa. Davanti a tutto ciò, non mi resta che scrivere: non lapidate quella donna. Cristianamente, chi è senza peccato scagli la prima pietra. 
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